Murex’s Weblog

Archive for the ‘curiosità’ Category

Con questo titolo un po’ strano ho pensato di fare un post che contenga un elenco di tutte le sostanze culinarie con cui sono venuta a conoscenza in questo periodo e da un pezzo a questa parte, diciamo.

L’insieme degli ingredienti e delle pietanze cucinate in tutto il mondo sono un oceano sconfinato, di cui io sto scoprendo piano piano alcune gocce..con sommo interesse e curiosità..

Per variare e non mangiare tutta la vita le stesse cose, per trovare ingredienti e piatti più salutari e sani, per deliziare il palato con gusti diversi, per il gusto di cucinare, per allenare la fantasia anche in cucina…mi piace sperimentare sapori diversi.

Dopo questo breve preambolo ecco il glossario (non in ordine alfabetico):

GOMASIO: in Giapponese goma significa sesamo, mentre shio significa sale. E’ un prodotto usato nella cucina asiatica, composto da sale marino e semi di sesamo tostati e triturati, a volte arricchito con alghe. Il sesamo, fonte di vitamine del gruppo B, proteine, calcio e grassi insaturi, il tutto racchiuso in un piccolo scrigno oleoso, è un alimento piuttosto calorico.

Nella cucina orientale il gomasio viene usato come sostituto del sale per insalate o salse, sul riso lessato o sugli onigiri (in Giappone). Le proporzioni tra i due ingredienti (sesamo e sale) possono variare da 5:1 fino a 15:1. Per fare il gomasio sarebbe necessario suribachi, una ciotola dall’interno rigato e ruvido, ideale per ridurre in pasta e spezzettare, con il relativo pestello in legno surikogi. Se non li possedete, usate un mortaio comune. Fate tostare leggermente i semi di sesamo in forno, uniteli al sale nel suribachi e pestateli fino a quando diventeranno una polvere fine e amalgamata. Il gomasio si conserva in frigorifero una settimana ed è perfetto sparso sulle vellutate e sulle zuppe.

DUKKA: Dukka, o Dukkah che dir si voglia, è un’ inebriante miscela egiziana di sesamo, sale, nocciole e spezie. Tradizionalmente si serve con olio extravergine d’oliva e pita; inutile dire che si presta perfettamente con qualunque altro pane. Ne esistono molteplici varianti: si possono sostituire le nocciole con i pistacchi, modificare le quantità di spezie o ancora unire della menta secca, per donare una sottile nota rinfrescante.

sesamo 4 cucchiai
coriandolo 1 cucchiaio
cumino 2 cucchiai
nocciole 80 g
sale 1 cucchiaio
pepe nero 1 cucchiaio
pepe bianco 1 cucchiaio

Fate saltare in una padella antiaderente tutti gli ingredienti tranne il sale e le nocciole. Lasciateli raffreddare completamente. Pestate grossolanamente tutti gli ingredienti raccolti nel mortaio. Servite con pane e olio extravergine di oliva. (da soffio di sale )

TAHINA: La tahina arabo:طحينية, aīna , che si può leggere anche tahine, è un alimento derivato dai semi di sesamo bianco, molto diffuso in Turchia e nel Vicino Oriente. Viene detto anche burro di sesamo o crema di sesamo. I semi di sesamo vengono tostati con delicatezza per evitare che inaspriscano. Vengono quindi triturati e la farina che ne deriva viene quindi allungata con olio, fino a formare una pasta della consistenza del burro di arachidi.

Ha un sapore tipicamente di noci, con un aroma che ricorda quello delle arachidi, ma è meno dolce e con una nota tostata. La tahina viene usata per i felafel, per l’hummus, ma si sposa bene anche con alcune carni. La īna è ricca di vitamina E, B, sali minerali come magnesio, silicio, fosforo, zinco e ferro. Questo la rende indicata nei casi di esaurimento o durante le convalescenze. I semi di sesamo contengono inoltre due sostanze, la sesamina e la sesamolina, che hanno dimostrato di avere un ruolo attivo nell’abbassare il tasso di colesterolo prevenendo le patologie cardiocircolatorie. La sesamina tutela il fegato dai danni derivanti da ossidazione. Va comunque usato con moderazione poiché, come tutti gli alimenti derivati dall’intero seme di una pianta, è molto calorico: 100 g di īna apportano circa 600 calorie, ma va valutata la quantità di olio aggiunto alla farina di sesamo, che può alzare il computo delle calorie finali. (da wikipedia ).

UMEBOSHI: Le umeboshi sono una varietà di prugne giapponesi. Colte acerbe e messe sotto sale, sono usate sia per la cucina sia per la medicina. Cibo yang, ricche in sali minerali, sono un ottimo alcalinizzante per il sangue, in più un fantastico antiacido (utile per chi soffre di nausea o per i doposbornia). (dalla cuoca petulante )

ACIDULATO DI UMEBOSHI: Si tratta di un aceto a base di acido citrico naturale derivato dalla marinatura in salamoia di un frutto, l’Ume appunto, che è comunemente considerato una prugna, ma che in realtà è più vicino ad una albicocca. In Giappone molte famiglie continuano la tradizione di preparare queste prugne in salamoia a casa, vengono consumate in molte ricette e il liquido che ne deriva viene utilizzato come condimento. Ha un profumo dolcissimo e aromatico ed un aroma acido e salato, è ottimo in sostituzione dell’aceto anche nelle tradizionali vinaigrettes (attenzione sostituisce anche il sale). (dal calderone di marinella ).

KEFIR: Il Kefir (piú correttamente Kéfir o anche Kephir o Kefyr) è una bevanda rinfrescante ottenuta tramite la fermentazione del latte (o anche di altri liquidi zuccherini). Il Kefir è originario del caucaso dove -presumibilmente- fu creato centinaia di anni fa; la stessa parola kefir proviene dal turco keif che è traducibile come benessere per la sensazione che dà questa bevanda. Il kefir ha una consistenza cremosa, un sapore leggermente acidulo-rinfrescante con un leggero retrogusto di lievito. Di fatto contiene numerose molecole aromatiche che contribuiscono a creare un sapore unico e particolare. Inoltre, è leggermente frizzante e anche alcolico; infatti il kefir a differenza dello yogurt è creato non solo da fermenti e bacilli lattici ma anche da lieviti che producono CO2 e alcool. Il kefir fresco può contenere dallo 0,05% al 0,5% di alcool che può raggiungere il 2% in due giorni.

Il kefir tradizionale viene preparato utilizzando latte fresco (di pecora, capra o mucca) e i fermenti o granuli di kefi. Questi granuli sono costituiti da fermenti lattici e lieviti agglomerati insieme in una struttura particolare biancastra e gelatinosa che loro stessi creano (il cosiddetto kefiran, formato da polisaccaridi, proteine e lipidi) che quando si trovano in condizioni adatte si riproducono ad un ritmo molto elevato.. Il kefir tradizionale può tranquillamente essere preparato in casa . (tratto da qui) (c’è anche un forum sul kefir ).

Sul mercato esistono vari tipi di kefir, quello bionova sembra essere quello più completo in termini di varietà di microrganismi presenti. La differenza tra il kefir e lo yogurt sta proprio nella maggiore varietà di batteri contenuti nel kefir (20 contro 2).

Vediamo dunque per il Feng-shui quali sono i rimedi per far scorrere il Qi. (da feng-shui.nu)


PIANTE: Le piante respirano costantemente l’energia in casa nostra. Le piante vanno molto bene in bagno per riequilibrare l’elemento predominante della stanze (l’acqua), ripercorrendo il ciclo creativo dei cinque elementi.
Mai posizionare piante in camera da letto, dal momento che sono agenti “yang”, attivi e crescono anche durante la notte. Questo porta a disturbare il buon sonno.
Le piante possono costituire un buon rimedio per recuperare un gua mancante. Ad una planimetria disposta ad “L” le piante piantumate all’esterno dell’abitazione possono correggere energeticamente la planimetria.Le piante, dal momento che crescono, simboleggiano prosperità e costituiscono ottimo rimedio per rafforzare il gua della ricchezza.
Le piante infine sono ottime amiche per contrastare e fermare l’inquinamento indoor; l’inquinamento tra le quattro mura domestiche provocato da collanti, vernice, elementi tossici.
Un cristallo di rocca sulla terra delle piante aiuta la loro crescita.


SPECCHI: In molti libri trovate scritto che gli specchi sono l’aspirina del feng shui, ma proprio come l’aspirina se ne prendiamo troppa ci fa male, così vale anche per gli specchi. Se, infatti, la lastra riflettente può diventare un ottimo rimedio feng shui per correggere e curare energeticamente i disturbi della casa, così pure, abusandone, si può ottenere l’effetto contrario.
Evitare specchi all’entrata della casa (interno). Se, entrando in casa, vediamo la nostra immagine riflessa da uno specchio appeso nell’atrio, questo porta a darci il messaggio ovvero l’input automatico: “sto uscendo dalla mia casa”, non sono per questo bene accetto in casa mia. Si viene così a creare una situazione di contrasto su quello che è uno dei due principi fondamentali del feng shui, ossia l’accoglienza. Dobbiamo essere accolti in casa nostra e non respinti. Quindi evitare specchi nell’atrio, di fronte alla porta d’ingresso.
Lo stesso vale per gli specchi in camera da letto. Evitarli, perché essendo elementi yang, attivi, disturbano il buon sonno.
Specchi rotti e incrinati meglio gettarli perché, riflettendo la nostra immagine, ci danno l’input di “nostra energia/persona spezzata”.
Mai uno specchio di fronte ad un altro specchio perché si verifica un rimbalzo all’infinito dell’energia.
Gli specchi vanno invece benissimo per allargare gli spazi angusti, come corridoi lunghi e stretti e stanze troppo piccole.
Piccolo trucco feng shui: uno specchio vicino al registratore di cassa simbolicamente ed energeticamente raddoppia i guadagni e le entrate del negozio.


LUCI: Le luci sono un ottimo rimedio feng shui per recuperare un gua mancante, poste all’esterno dell’abitazione, rivolte verso la parte mancante, come da disegno
E’ importante una buona illuminazione in tutti i locali; più forte per le stanze yang (le stanze dedicate all’attività come la cucina o lo studio), più dolce nelle stanze yin (stanze dedicate al riposo e alla spiritualità, come la camera da letto o la stanza della meditazione).
E’ importante, inoltre, illuminare bene le scale e i corridoi, specie se lunghi e angusti.
Una luce al gua della creatività stimola la crescita intellettiva e la voglia di creare situazioni della vita e del lavoro sempre nuove.


COLORI: Il rosso è un colore attivatore e non è certo un caso che moltissimi ristoranti cinesi abbiano le lanterne rosse all’esterno. Il rosso attira e attiva il ch’ì ed è per questo che insegne rosse all’esterno di negozi attirano clientela. Un nastro rosso tra le fatture di vendita potrebbero essere una buona idea per rafforzare i guadagni. Ma il rosso, proprio perché attivatore, non va bene nelle stanze yin della casa. Quindi da evitare in camera da letto o troppo in soggiorno. Non va bene nemmeno in bagno dal momento che il rosso rappresenta l’elemento fuoco che andrebbe così in netto contrasto e in litigio con l’elemento predominante del bagno che è l’acqua.
Il giallo è il colore della concretezza ed è ottimo usato in cucina; il verde della crescita ed è ottimo nel gua della creatività e nella stanza dei bambini, nonché in bagno; il celeste è il colore della riflessione ed è ottimo in camera da letto.
E’ bene ricordare infine l’accostamento dei colori secondo il ciclo creativo dei cinque elementi:
verde-rosso-giallo-bianco-blu-verde
In questo senso i colori fra loro vanno d’accordo in relazione con chi li precede e chi li succede (es: il bianco va usato con il bianco o con il giallo o con il blu; il blu va bene con il blu, il verde e il bianco e così via)


PIETRE E MINERALI: Prima di parlare delle pietre vorrei soffermarmi su una riflessione. La maggior parte dei minerali hanno più di 200 milioni di anni e quindi quell’ametista o quel quarzo rosa che teniamo in mano probabilmente hanno assistito all’era dei dinosauri e a tutte le epoche degli uomini. Per questo meritano rispetto e cura. Il feng shui, ed è importante sottolinearlo, sostiene di scegliere il proprio rimedio; il rimedio che sentiamo più vicino al nostro modo di essere e allo stile della nostra casa. Quindi, se non amiamo le pietre non occorre usarle come rimedio; possiamo scegliere qualche altro strumento feng shui.
Bene, arriviamo allora alle pietre una ad una per la casa. Ogni pietra è stato dimostrato che ha una vibrazione diversa da altre pietre e possiede caratteristiche del tutto peculiari e uniche. Proprio perché elementi attivi allora non andrebbero bene in camera da letto, ad eccezione della celestina, la pietra dell’angelo custode e che protegge dal sonno.
Ametista: assorbe i litigi ed è consigliata per il salotto
Quarzo Rosa: è la pietra degli affetti e dell’amore. E’ ottima nel gua degli affetti. Assieme alla tormalina nera è usata per schermare dai campi elettromagnetici
Tormalina nera e ossidiana nera: sono due pietre di protezione. Vanno bene poste all’ingresso dell’abitazione per schermare la casa da inquinamenti emotivi; assieme al quarzo rosa servono per schermare da campi elettromagnetici prodotti da tv, hi fi, computer, phon…..
Legno Fossile: proprio per le sue caratteristiche fossili viene usato per radicalizzare l’individuo in casa. Va bene posto all’ingresso dell’abitazione
Quarzo Ialino o Cristallo di rocca: è considerato il re dei cristalli. E’ ottimo per contrastare casi di ch’ì stagnante e per l’umidità
Occhio di tigre: è la pietra della prosperità. Va bene in ufficio e in studio oppure al gua della ricchezza per rafforzare l’economia domestica e incrementare i guadagni.


CRISTALLI FENG SHUI:
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Sono ottimi rimedi feng shui per espandere il ch’ì in ambienti dove è necessario smuovere e rallegrare l’energia. Vanno appesi alle finestre, dove però batte il sole almeno a qualche ora della giornata.


WIND CHIMES: Sono i campanelli eolici. Vanno usati per riportare il ch’ì in movimento. Vanno bene in luoghi dove si percepisce presenza di ch’ì stagnante o dove risulta necessario richiamare il ch’ì perché debole.

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Vengono usati anche per dividere energeticamente le stanze quando queste hanno funzioni contrastanti tra loro, come il caso della camera dei bambini usata sia per lo studio o il gioco, sia per il riposo. In questo caso, quando non è possibile dividere fisicamente la camera si divide energeticamente con un campanello eolico.


FLAUTI IN BAMBOO: Antico rimedio feng shui ormai in disuso. Venivano utilizzati per contrastare casi di frecce di sha ch’ì o ch’ì opprimente causato da travi a vista e soffitti spioventi. Andrebbero appesi in coppia alle travi per ricostruire simbolicamente l’ottagono bagua.


ACQUARI E FONTANE:
Gli acquari e le fontane sono ottimi rimedi feng shui per richiamare e far circolare in maniera armoniosa il ch’ì, senza contare, poi, che sono ottimi per contrastare l’inquinamento indoor causato da aria secca e mancanza di ioni negativi. Sono consigliati per il gua della ricchezza o all’interno di stanze yang, stanze dedicate all’attività, come lo studio, l’ufficio, il salotto.


OGGETTI SIMBOLI: delfini, spirali dna.I delfini sono il simbolo universale dell’amore di coppia. Statue o oggetti di delfini vanno bene in camera da letto per rasserenare l’energia o nella zona degli affetti (gua degli affetti).
Le spirali dna vengono usate come amplificatori energetici e sono usate in case dove il centro (il tai ch’ì) dell’abitazione è obbligato, non libero.


OGGETTI PERSONALI: Sono tutti quegli oggetti ai quali noi conferiamo particolare simbolismo e vanno usati per rafforzare gua della nostra casa che rappresentano situazioni della nostra vita che sentiamo carenti. Ad esempio una bella foto di coppia che ricorda un bel periodo d’amore va bene nel gua degli affetti se lo sentiamo carente e in difficoltà….

(fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Feng_shui , http://www.feng-shui.nu , http://www.geocities.com/antonellam_2000/feng_shui/feng_shui.html , http://www.salutedintorni.com/feng_shui.htm#origini )

Provo un grande fascino e rispetto verso tutte quelle tradizioni che affondano le radici in tempi remoti..per questo motivo oramai diversi anni fa, mi sono interessata all’arte del Feng-shui.

Quante abbiamo avvertito, entrando in un ambiente, la sensazione di sentirsi immediatamente a proprio agio, fiduciosi e positivi,o al contrario di non sentirsi a proprio agio in uno spazio abiatato, come se ci desse fastidio la disposizione dei mobili, troppo caotica, o non funzionale..come se qualcosa fosse nel posto sbagliato.
Beh, secondo il feng shui queste sensazioni hanno un spiegazione..il cattivo fluire del Qi.
Ma, andiamo con ordine.

Il feng shui è un’antica arte geomantica taoista della Cina, ausiliaria dell’architettura.
Feng shui significa letteralmente vento e acqua, in onore ai due elementi che plasmano la terra e che col loro scorrere determinano le caratteristiche più o meno salubri di un particolare luogo. Secondo la filosofia del taoismo esistono due principi generali che guidano lo sviluppo degli eventi naturali, essi sono il Qi e l’equilibrio dinamico di Yin e Yang. Lo yin è il principio umido oscuro e femminile, mentre lo yang è il principio caldo luminoso e maschile.
Il Qi (si trova scritto a volte anche Ch’i) è l’energia vitale, il soffio vitale, il principio olistico in assoluto. Il ch’ì è l’energia che porta benessere e vita in casa nostra e per questo deve aver la possibilità di entrare agevolmente dalle vie d’accesso, quindi porte e finestre. Una volta entrato deve però essere facilitato nel suo scorrere in tutta la casa, in tutte le stanze.
Il Qi si muove esattamente come noi: quando il nostro corpo fisico è impedito nei movimenti (quando, ad esempio, facciamo fatica ad aprire una porta perché magari dietro c’è un ammasso di cianfrusaglie accatastate o quando inciampiamo su oggetti o ci facciamo male sugli spigoli) allora anche il ch’ì non scorre bene..oppure per fare un altro esempio possiamo paragonare il Qi ad un corso d’acqua che scorre velocemente e, all’improvviso incontra un ostacolo. Oltre quel punto l’acqua inizierà a creare dei vortici e mulinelli. Il vortice energetico che ne scaturisce è chiamato Qi tagliente. Posizionandoci all’interno del vortice energetico, anche la nostra energia tenderà a seguire il movimento rotatorio, generando in noi una sensazione di fastidio e disorientamento.

Lo scopo quindi del Feng Shui è fare in modo che il flusso di energia non abbia né vortici né aree di ristagno, ma fluisca in modo armonioso, in modo da rendere equilibrato anche il nostro Qi interno.
E’ importante per l’arte del feng shui farsi costantemente questa domanda per entrare in profonda relazione con l’energia della nostra casa: in questa casa, in questa stanza, ci sto bene oppure mi sento a disagio, fuori luogo? Dormo bene o mi sveglio stanco? Se state bene in casa vostra significa che si respira un buon ch’ì; se invece non state bene allora il ch’ì è malato e deve essere curato. Il ch’ì “malato” viene chiamato Sha Ch’ì. E si cura con i rimedi feng shui, ma talvolta anche solo con il buon senso e l’intuito. E’ importante recuperare fiducia in se stessi e ascoltarsi di più. Il feng shui insegna l’indipendenza e la libertà dagli schemi e dai dogmi e dispensa consigli utili per imparare a percepire l’energia e a risistemarla. E’ necessario imparare che la nostra casa rappresenta il nostro corpo più grande e ci nutre d’energia ma respira anche della nostra energia.
Uno dei termini usati nel Feng Shui è “clutter” che nella vita di tutti i giorni significa caos, disordine, oggetti inutili. Clutter sono tutte le cose che non utilizziamo più: quelle riposte negli sgabuzzini e che occupano spazio. Il clutter ristagna la nostra energia vitale. Ovvero: se la casa è in ordine, lo saremo anche noi psicologicamente. Secondo gli esperi di Feng Shui questo esercizio può essere utile anche in periodi di grande confusione quando tante idee ci affollano la mente, sistemare la camera o altro, aiuta a portare equilibrio.

Vediamo ora nello specifico come si articola il feng-shui.


Secondo l’antica pratica del Feng Shui ogni zona della nostra abitazione corrisponde ad un aspetto della nostra vita. Per determinare e individuare quali zone corrispondono a quali aspetti la Scuola Intuitiva utilizza il “Bagua“: una griglia geomantica che si rifà ai principi dell’I Ching e al quadrato Lo Shu.
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Posizionandola sulla planimetria della casa, partendo dall’ingresso, si individuano quindi i cosiddetti “Gua”: nove in tutto (vedi pianta del Bagua). (ricordiamo che non in tutte le case si trovano tutti gli elementi, a seconda della planimetria più o meno regolare della casa).
Prima di posizionare il bagua sulla nostra planimetria è bene farsi alcune domande. Anzitutto cosa vogliamo ottenere, quali benefici, dal feng shui e perché vogliamo ottenere qualcosa. Poi ci si dovrebbe fare una serie di domande per aver ben chiaro cosa e dove dobbiamo operare (es: sono soddisfatto del rapporto con il mio partner; cosa voglio cambiare nella mia vita; faccio fatica a realizzare i miei progetti; che rapporto ho con i miei familiari e con gli amici……).

Poi si guarda il gua di riferimento per quanto concerne l’aspetto debole della nostra vita che vogliamo rafforzare e lì andiamo ad operare e a curare con un rimedio feng shui.
Le varie arie sono così interpretabili: ( da http://www.feng-shui.nu)
CARRIERA
Per “Carriera” s’intende qualcosa di più del mero successo professionale. Ogni persona, infatti, è unica ed è dotata di uniche capacità (non è importante quello che uno fa, ma se lo fa con dedizione e passione). Questo gua indica l’inizio di ogni cosa, di progetti, di attività, di iniziative.
AIUTI – AMICI
Il Gua in questione indica gli amici soccorrevoli, i buoni consigli, le “coincidenze” opportune, le conoscenze “casuali”, ma che portano consigli e suggerimenti buoni e utili, i collaboratori validi, i clienti, le occasioni buone al momento giusto.
STUDIO-CONOSCENZA
Questa zona della casa corrisponde all’aspetto della contemplazione, della conoscenza e della consapevolezza di sé. Riguarda, quindi, prettamente il rapporto di noi con il nostro Sé e soprattutto con la spiritualità.
CREATIVITA’
Questa zona è correlata alla creatività e all’intelletto. Alla capacità di creare situazioni della vita e del lavoro sempre nuove ed uniche, senza incorrere in errori ricorrenti.
FAMIGLIA-SALUTE
Riprende il rapporto con i genitori, i nonni…Chi ha vissuto, quindi, prima di noi (i nostri avi biologici). Non è da intendersi, quindi, unicamente in riferimento alla “famiglia” che vi abita, ma ai legami con i nostri familiari. Questo Gua, inoltre, fa riferimento al rapporto che si ha con i superiori o coloro che prima ricoprivano il nostro impiego professionale e con l’autorità in generale.
RELAZIONI – AFFETTI
Questo Gua è correlato direttamente alla parte affettiva ed emozionale. Fa riferimento, quindi, al rapporto specialmente con il partner. E’ il Gua definitivo dell’Amore.
RICCHEZZA
Fa riferimento al denaro, ma anche alla nostra ricchezza interiore e al rapporto con il denaro. Ricchezza il più delle volte non significa “avere molti soldi”, ma gestirli bene.
FAMA
E’ la zona correlata alle nostre soddisfazioni personali, ai meriti ricevuti, alla stima e alla considerazione che gli altri hanno di noi, ma soprattutto al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

A questo punto vediamo quali sono i rimedi che il feng shui propone.

Ideata per chi non ci azzecca mai con i regali…

per chi perde del tempo a pensare, ma non sa mai cosa regalare.. ed entra in panico per le ricorrenze..

ma di contro, è anche l’ideale per chi è stufo di vedersi regalare le cose sbagliate, dopo che in varie conversazioni ha citato, in modo più o meno maldestro, l’oggetto desiderato.. 😀

o per chi ama girovagare sui siti e per ognuno si appunta le cose che ‘prima o poi voglio comprare’ creando così mille liste, segnalibri ecc.

ebbene..ecco la wishlistr : la tua personale lista dei desideri!

Con una semplice iscrizione puoi linkare ogni oggetto trovato in rete su cui hai lasciato gli occhi e che speri che qualcuno ti regali 😉

Dopo esserti registrato puoi aggiungere gli oggetti che vuoi, fornendo una pagina come link e una eventuale descrizione dell’oggetto in questione …verranno visualizzati su una pagina tutta tua, il cui layout (colori e impostazioni pagina) potrà essere modificato e scelto tra quelli che sono proposti.

Ovviamente, inutile a dirsi, la lista va pubblicizzata il più possibile..tra amici, fidanzati ecc. 😀 e quindi: ecco la mia!

Dopo le feste si sente il bisogno di regolarsi un po’ con il cibo e con gli zuccheri, dati gli stravizi dei giorni trascorsi..così avevo pensato di tornare a comprare uno zucchero di canna integrale, (quelli del Mercato Equo&Solidale per intenderci,quello della foto) che avevo già provato in passato e che non mi dispiaceva affatto.

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Ero convinta che oltre ad essere più genuino, perchè non raffinato e non sbiancato, fosse anche molto meno calorico. Così mi sono fatta una ricerchina in rete e ho scoperto, nell’ordine:

  • che 100g di zucchero di canna integrale hanno 356 calorie, contro le 392 di 100g del tradizionale saccarosio,[io pensavo che il divario fosse maggiore, sinceramente]

ma sopratutto…

  • che lo zucchero tradizionale raffinato è molto più dannoso di quello integrale di canna! E non solo perchè è raffinato e sbiancato [come già intuivo], ma perchè lo zucchero raffinato sotto il profilo nutrizionale è alquanto scadente : apporta all’organismo solo carboidrati puri (sotto forma di saccarosio), mancando totalmente di vitamine e minerali che ne agevolerebbero l’assunzione, in termini di metabolismo, da parte dell’organismo. La carenza di queste sostanze preziose è imputata ai processi di lavorazione che subisce lo zucchero raffinato (sia che provenga da barbabietola, che da canna da zucchero), si parla dunque di ‘calorie vuote’ , perchè c’è un apporto calorico, senza sostanze nutrienti.

Diversi studi (per esempio qui ) convengono sul fatto che gli zuccheri industriali, “chimicamente puri”, per la loro decomposizione necessitano delle stesse vitamine e sostanze minerali di tutti gli zuccheri di frutta e amidi naturali, ma questi ultimi contemporaneamente li forniscono, mentre gli altri non apportandone, ne privano il corpo, impoverendolo da un lato e disorientando le sue funzioni dall’altro.”

Dunque, per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco, sottrae al nostro corpo vitamine e sali minerali ( in particolare calcio e cromo) e anche vitamina B.

Sono rimasta basita da quello che ho letto, veramente. E sono sempre più convinta dell’acquisto dello zucchero integrale di canna, ma stavolta di certo non per le calorie, che sono passate in secondo piano.


A questo punto vorrei fare una carrellata dei principali dolcificanti presenti in natura:

Zucchero raffinato: dei suoi non trascurabili effetti negativi ne abbiamo appena parlato, ricordiamo solo che è comunemente usato perchè insapore, o meglio, senza particolare aroma, il che lo rende adatto a tutti gli usi.

Zucchero di canna integrale: è ricavato dalla spremitura delle canne da zucchero senza raffinazione e sbiancamento. Così trattiene molti principi nutritivi come il ferro, calcio, potassio, magnesio, e vitamine. Il suo colore va dal giallo al marrone. Il suo sapore è aromatico e ha spesso un retrogusto di liquirizia, che personalmente a primo assaggio non ho apprezzato..ma che poi, come tutti i sapori autentici e non ‘chimici’ mi ha conquistato per la sua ‘verità’.

Miele: il miele come dolcificante è usato fin dall’antichità. Ha un sapore molto particolare che alcuni apprezzano, altri odiano.. a causa proprio del suo gusto caratteristico si può prestare per alcuni usi (alcuni dolci per esempio), ma non per altri (meglio non metterlo nella tazzina per dolcificare il caffè :D) e può coprire alcuni sapori. Un miele di buona qualità è un alimento molto valido dal punto di vista tradizionale, ma ha un alto contenuto zuccherino, quindi va consumato con le dovute attenzioni. (304 calorie per 100g di miele)

Sciroppo d’acero: è il succo che si estrae dalla linfa dell’acero , ed è un tipico prodotto Canadese, tanto che la sua foglia compare anche nella loro biandiera. Per ogni 40 litri di linfa si ottiene in media un solo litro di sciroppo. Lo sciroppo deriva dal processo di concentrazione della linfa, che si effettua in costruzioni ad hoc chiamate sugarshacks o cabanes à sucre; può essere classificato in base al grado di raffinazione (per esempio dal più al meno raffinato: fancy, grade A, grade B). È il dolcificante naturale meno calorico dopo la melassa (circa 250 calorie per 100g); ha un alto contenuto di sali minerali.

Melassa: è il liquido bruno che si separa dallo zucchero per centrifugazione.
Esistono due tipi di melassa: la melassa di canna, dalla cui fermentazione si ricava il rum e talvolta anche la vodka e la melassa di barbabietola, usata per produrre lievito di birra e parte integrante dei mangimi animali (per bovini, cavalli, ecc.). Si parla di melassa bianca quando ci si riferisce a quella ottenuta dalla prima estrazione (caratterizzata da un gusto più gradevole) mentre di melassa nera per quella di seconda estrazione (più pregiata).

La melassa, insieme a miele, sciroppo d’acero ed estratto di malto, è una delle alternative allo zucchero (si tratta di saccarosio). Apporta 235 cal ogni 100 g, ed ha una discreta concentrazione di sali minerali (calcio, magnesio e ferro) e di vitamine (gruppo B, PP).

Stevia :la Stevia Rebaudiana è una pianta originaria del Sudamerica, apprezzata e usata da secoli dalle popolazioni indigene per il suo gusto dolce. Le sue foglie che hanno infatti un potere dolcificante quaranta volte superiore a quello dello zucchero. La Stevioside estratta dalla pianta è, a sua volta, trecento volte più dolcificante! La Stevia è attualmente utilizzata come edulcorante in Giappone, in America latina, in Cina, e come complemento alimentare negli Stati Uniti ma è… proibita in Europa, per questo sono proibite la commercializzazione dei suoi derivati, quindi l’unica opzione possibile è acquistare la pianta stessa presso un vivaio e ricavarne da sé l’estratto, liquido o in polvere , si può usare anche direttamente, spezzettando le foglie o polverizzandole. Non ha calorie e può essere usata anche dai diabetici!! (wikipedia e disinformazione.it )

Maltosio e Sciroppo di mais: sono gli zuccheri che si ricavano dai cereali, grazie al loro contenuto di amido che può essere convertito a zucchero tramite opportuni enzimi o grazie a dei trattamenti (come la bollitura). Il loro potere dolcificante è inferiore allo zucchero, ma spesso trovano un impiego in bibite gassate e dolci confezionati.

Esistono anche dolcificanti di sintesi, artificiali, magari ne parlerò un’altra volta.

E allora cominciamo..senza preamboli 🙂

con delle notizie-curiosità che ho scovato in rete oggi..
L’estate è iniziata e anche le zanzare se ne sono accorte purtroppo :D..e allora via con lozioni , candele alla citronella, zampironi, fornellini, piante di geranio, zanzariere..e chi più ne ha più ne metta..
in tema ho trovato un nuovo sistema ecologico per difendersi da questi fastidiosi insetti.. lo ‘scaccia zanzare elettrico’:
scacciazanzare elettrico
L’apparecchietto emette suoni ad alta frequenza (circa 7000 Hertz) che disturbano le zanzare ..ma solo quelle che pungono, cioè le femmine in fecondazione (lo sapevate?!) e che vengono così stimolate ad abbandonare spontaneamente l’ambiente dove il dispositivo è in funzione. Lo scacciazanzare infatti riproduce il suono delle zanzare maschio, suono che le femmine trovano molto sgradevole.
Il costo è abbordabile…non contiene cose chimiche da spalmarsi addosso..vale la pena tentare!

Sempre in tema zanzare un’altra proposta: Catambra ovvero la pianta antizanzare. Catambra è una pianta brevettata (brevetto Europeo 2006/0119) “messa a punto” con innesti vari da un vivaio bresciano (Ambrogio Vivai).
Ciò che la contraddistingue dalle altre piante è il principio repellente (catalpolo) contenuto in quantità 4 volte superiori alla altre. Se ne possono acquistare tipologie da appartamento o da giardino..ma ho sentito dire che il costo è esorbitante..e oltretutto..una pianta creata geneticamente, che non esiste per nulla in natura..beh..mi da da pensare..a voi no? 😉