Murex’s Weblog

Archive for the ‘cosmesi’ Category

Torno a parlare di cosmesi fai da te..per darvi la ricetta di un latte tonico all’argilla bianca, che reputo molto valido..e che ho trovato sul libro “Cosmetici naturali fai da te” di Giulia Penazzi e che ho riprodotto tal quale, con solo una piccola modifica.

Ma, procediamo con ordine 🙂

L’argilla bianca è formata da caolinite, un minerale: idrossilicato di alluminio.

La caratteristica cosmetica della caolinite è quella di essere più delicata rispetto ad altri tipi di argille ..e quindi più indicata per zone come viso nonchè per le pelli più delicate anche del corpo.

La ricetta prevede i seguenti ingredienti per una dose base:

1 cucchiaio di argilla bianca (ricordiamo che è sconsigliato l’uso di utensili metallici per le argille)

1 cucchiaino di glicerina

1 cucchiaino di olio di mandorle dolci ( che io ho sostituito con olio di germe di grano, che non è comedogeno)

50 ml di acqua oligominerale

1-2 gocce di un olio essenziale a piacere– facoltativo- (io ho usato quello di lavanda)

Procedimento:

Si pone l’argilla in una bottiglietta di vetro (tipo quelle dei succhi di frutta) pulita, asciutta e con il tappo.

Si aggiungono l’olio di mandorle dolci e la glicerina, agitando lentamente. Si aggiunge a questo punto l’o.e,  sono indicati quello di rosa e quello di lavanda.

Dopo aver miscelato gli ingredienti con un leggero movimento, si unisce l’acqua, che può essere semplicemente distillata, oppure un idrolato a scelta (hammamelis astringente, camomilla per pelli sensibili o fiori d’arancio tonificante)…e si agita per amalgamare il tutto.

Modalità d’uso e conservazione: si agita prima dell’uso e si applica con un batuffolo di cotone direttamente sulla pelle asciutta. Per eliminare i residui di latte si risciacqua la pelle con acqua tiepida oppure si passa un batuffolo di cotone imbevuto con un’acqua vegetale che completa la pulizia e tonifica.

Si conserva in frigo per 5 giorni la massimo, quindi fatene una dose adeguata.

Caratteristiche: è un ottimo latte di pulizia quotidiana, strucca anche efficacemente gli occhi e le labbra, eliminando mascara e rossetto. Nello stesso tempo è delicato sulla pelle e sugli occhi e lascia la pelle del viso molto liscia….provare per credere!! 🙂

Dopo una luuuuuunghissima assenza, dovuta allo studio e all’estate..torno ad aggiornare il mio blog con una ricetta cosmetica, che ho realizzato da poco, seguendo una ricetta di Lola, trovata sul forum di saicosatispalmi : il balsamo all’esterquat (sostanza condizionante di origine vegetale)

Per 200g di balsamo mi sono serviti:

16g (8%) di esterquat

8 g (4%) di oli (nel mio caso ho usato 5g di monoi e 3 di jojoba)

10g (5%) di glicerina

4g (2%) circa di fitocheratina

3 (1,5 %) grammi di cetilstearilico

acqua per arrivare al 100% .

(conservanti: potassio sorbato e sodio benzoato e acido citrico)

PROCEDIMENTO:

Ho scaldato a bagnomaria la fase grassa (esterquat, oli e cetilstearilico) in un contenitore di vetro…non essendo molte le quantità si sono sciolti in poco tempo..

Dopo poco, che vedevo che le palline di esterquat si scioglievano facilmente, ho messo a scaldare a bagnomaria un pentolino con acqua e glicerina (ho usato l’acqua distillata).

Una volta che le due fasi si erano scaldate/sciolte..ho levato il contenitore di vetro dal bagnomaria e ci ho aggiunto il contenuto del pentolino :acqua e glicerina e ho frullato col minipimer..

si è formata un’emulsione bianca che assomigliava a panna liquida…e che piano piano, raffreddandosi e frullandola di tanto in tanto..ha preso la consistenza di una mousse bianca dal profumino monoi cuore

una volta raffreddata ho aggiunto il il mezzo cucchiaino di acido citrico per abbassare leggermente il pH, conservanti (5ml di miscleda sodio benzoato e potassio sorbato) , il cucchiaino di fitocheratina e qualche goccia di neroli.

Ed ecco il risultato..non è bello come quelli che si comprano? 🙂

balsamo all'estrquat

balsamo all'esterquat

Partiamo dall’abc: cos’è una cold cream?

Una cold cream è una crema che contiene per la maggior parte oli o burri, quota grassa insomma..mentre di solito, le creme tradizionali sono a base acquosa (in maggioranza) con al loro interno ‘disciolta’ una parte lipidica. Il vantaggio della cold cream è che essendo la parte acquosa in netta minoranza si riesce a legarla con la parte lipidica senza aggiunta di emulsionanti (a patto che si aggiunga poco per volta e mescolando bene) e che per conservare la crema bastano una quantità modesta di gocce di olio essenziale.

La ricetta che ho seguito è tratta dal libro di Francesca Marotta.

INGREDIENTI per circa 75ml di crema:

cera d’api (una pezzetto grande quanto una grossa nocciola)

olio di sesamo (3 cucchiai)

acqua tonica all’argilla (1 cucchiaio)

15 gocce di olio essenziale di lavanda

PROCEDIMENTO:

mettere la cera in un pentolino piccolo e porre a bagnomaria, quando si è sciolta aggiungere l’olio di sesamo, mescolare e quando si è amalgamato spengere il fuoco e togliere dal bagnomaria.                             Fate raffreddare mescolando di continuo e quando la miscela cambia comincia ad intiepidirsi e addensarsi (anche il colore cambia, diventa più lattiginoso) aggiungere l’acqua tonica all’argilla goccia a goccia..mescolando energicamente come per fare la maionese. Alla fine aggiungere l’olio essenziale di lavanda (antinfiammatorio, calmante per pelle grassa o impura) e mescolare ancora.

Riporre in un vasetto perfettamente lavato, asciugato e disinfettato..si conserva per circa 2 mesi a temperatura ambiente e 4-5 in frigorifero.

Per applicarla è meglio stenderne poca sulla pelle leggermente umida, ricordo inoltre che la cera può essere troppo occlusiva in periodi caldi, per cui se sul viso risulta troppo pesante si può sempre utilizzare come crema per le mani e per le zone ruvide 🙂

Dopo il Sapone di Aleppo, parliamo di un altro segreto di bellezza orientale.

La Gahssoul, Rassoul o Rhassoul è un argilla (hectorite per l’esattezza) saponifera ricca di minerali, estratta dal massiccio dell’Atlante, in Marocco, ed esattamente nelle regioni di Ksabi.
La parola Rhassoul viene dall’arabo e significa “lavarsi”, infatti le saponine contenute in questa argilla (oltre alle sue proprietà fisiche), le permettono di avere un’azione detergente che è stata sfruttata fin dall’antichità dalle popolazioni locali, che la utilizzano come shampoo, per la pelle del corpo e anche come sapone per la biancheria.
Oggi giorno è oggetto di un commercio in tutto il Vicino Oriente ed è offerto tradizionalmente alle sposine marocchine, inoltre la famiglia reale marocchina si riserva, ancora oggi, uno dei numerosi filoni di estrazione del “Djebel-Rhassoul” per il suo consumo personale.

La Rassoul è parte integrante della cultura dell’Hammam, così come l’utilizzo del sapone nero e del guanto di crine.Per tradizione infatti il rituale dell’hammam prevede un impacco purificante e ristrutturante su tutto il corpo con quest’argilla, di solito mescolata con acqua di fiori d’arancio per profumarla.

Vediamo allora in dettaglio i vari usi di questa argilla, precisando prima che dovrete evitare il contatto dell’argilla con elementi metallici, in quanto si possono verificare scambi cationici tra il metallo a contatto e l’argilla stessa. Usate dunque ciotole di ceramica (o vetro) e mestolini in legno.

Come shampo: gli shampoo e i saponi a base di tensioattivi modificano chimicamente l’equilibrio della pelle o del cuoio capelluto. La Rhassoul invece, agisce principalmente attraverso un processo fisico rispettando la pellicola lipo-protettrice della pelle e dei capelli, non irritando le ghiandole sebacee. Mischiato con l’acqua, le sue fini particelle si gonfiano per formare una pasta densa, che assorbe le impurità e i grassi, che vengono poi eliminate al momento del risciacquo.E’ indicato per tutti i tipi di capelli e particolarmente consigliato per la dermatite seborroica.
Aggiungo che non tutti si trovano bene con la ghassoul come shampo, dipende da capello a capello..l’unica soluzione è provare. 🙂

Indicato anche come maschera per il viso, per schiarire le macchie della pelle e per eliminare impurità e punti neri. (da ‘Eprit Equo‘).
Per questo uso si può adoperare come una vera e propria base, da mescolare con altri ingredienti (miele* , polpa di frutti, yougurt, olii ) a seconda del risultato che si vuole ottenere.
Le maschere con l’argilla vanno tenute fino a che l’argilla non si comincia a seccare sul viso, a quel punto si sciacqua con acqua tiepida.

Ne consiglio l’uso anche come impacco lavante per il corpo, perchè lascia la pelle liscissima!
Mescolate in una ciotolina un po’ di ghassoul con acqua ai fiori d’arancio (si trova al supermercato nel reparto alimentare, perchè è quella usata anche per fare la pastiera) come fanno nell’hammam, oppure con acqua e qualche goccia di o.e di lavanda per un bagno rilassante, oppure di ylang ylang per un profumo dalle atmosfere orientali e sensuali .
Spalmate dunque la pappetta fatta sul corpo e lasciate agire un pochino prima di risciacquare.

Dal sito ghassoul.org la ricetta di una maschera da usare per viso e corpo:

  • 50 ml di ghassoul
  • 10 ml di miele*
  • 10 ml di succo di limone
  • qualche goccia di latte
  • qualche goccia di olio di mandorle dolci

Mescolare gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea, spalmare e lasciare agire circa 15 minuti, dopo di che sciacquare.

*=ricordo che il miele sul viso a qualcuno può provocare arrossamenti, provare prima sull’incavo del braccio.

Ecco la ghassoul della Tea, quella che ho io, comprata nel negozio di barbara

Ecco due ricette cosmetiche semplicissime, per realizzare efficacemente un balsamo per le labbra e una crema-unguento per le mani e le zone secche. Si possono realizzare anche a casa propria, con pochi ingredienti di qualità.

Cosa serve? di base, servono: una bilancia di precisione (al grammo), un pentolino per sciogliere i componenti a bagno maria, alcool denaturato ( o acqua ossigenata) per disinfettare i contenitori, una pipetta contagocce, dei contenitori per travasarci le creme prodotte.

BALSAMO LABBRA

Ingredienti:

burro di karitè 24g
c’era d’api 5g
6 cucchiai di olys (olio di cereali e frutti)
aroma di arancia (per uso alimentare) 16-20 gocce

Procedimento: ho fatto liquefare il burro di karitè e la cera d’api a bagno maria, insieme all’olys e poi ho aggiunto l’aroma di arancio.

Con queste dosi ho riempito 4  piccoli contenitori che ho comprato in farmacia…ed ecco il risultato:

burrolabbra-resize2.jpg

CREMA/UNGUENTO PER MANI (e zone secche)

Ingredienti:

burro di karitè 40g
olio di germe di grano 12g
miele 12g
gel d’aloe 2 cucchiai
o.e di limone 12 gocce
aroma di arancia 5-6 gocce

Procedimento: sciogliere a bagnomaria il karitè, a fuoco spento aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare finchè non addensa un po’.

Et voilà:

vasetto-cremaresize.jpg

Alcune piccole considerazioni:
il balsamo labbra è venuto molto morbido..volendo potrei sempre rifonderlo e aggiungerci altra cera d’api per addensarlo, ma tutto sommato mi piace anche così. Viceversa, se fosse venuto troppo duro, si potrebbe sempre rifondere e aggiungerci altro olio.
I profumi che ho usato sono del tutto soggettivi e legati essenzialmente a quello che avevo già a disposizione.
L’o.e di limone (come tutti gli agrumi) è fotosensibilizzante, per cui sconsiglio vivamente di usare la crema-unguento per le mani, per il viso, ed esporsi al sole.
Essendo tutte preparazioni senz’acqua non si rende necessario l’uso di conservanti.

Il Sapone di Aleppo (Savon d’Alep) è un sapone prodotto con solo olio d’oliva e olio di alloro e deve il suo nome alla città in cui è prodotto, Aleppo, nell’attuale Siria.
E’ un sapone la cui ricetta è molto antica, fu infatti formulato dagli abitanti della Mesopotamia, 400o anni fa e da allora la cittadina di Aleppo continua a tramandare questa bellissima tradizione.
Ogni anno, in novembre, quando gli olii di oliva vengono estratti, vengono fatti cuocere molto lentamente in dei paioli, secondo il vecchio procedimento della saponificazione.
Alla fine della cottura, quando la pasta è pronta, viene aggiunto l’olio di bacche di alloro
(provenienti da piante non trattate dei dintorni di Aleppo) al fine di arricchirlo e profumarlo.

E’ è proprio la quantità di alloro, che varia dall’1 al 25% che determina il profumo e la pregiatezza del sapone. Più alloro è presente infatti, più il sapone è di valore, ma è anche più a rischio sensibilizzazione per persone che possono essere intolleranti all’olio di alloro.
Dopo la colatura, e a raffreddamento avvenuto, il sapone ancora verde viene tagliato
manualmente, marchiato con il timbro del produttore e messo a essiccare all’aria e al sole per almeno nove mesi. Più è lungo questo periodo di stagionatura e migliore sarà il sapone. Nei souk di Aleppo è possibile trovare saponi maturati per sei anni e più! Il caratteristico color marrone rossiccio deriva dall’ossidazione del sapone all’aria ed è un ulteriore indicatore di qualità.

Gli oli presenti nel sapone, oltre che idratanti ed emollienti, sono apprezzati per le loro qualità anallergiche, antinfiammatorie e antisettiche e in specifico l’olio di alloro ha virtù toniche e stimolanti. Il sapone di Aleppo risulta così particolarmente dermocompatibile e adatto per l’ igiene personale (viso, corpo e capelli). Ogni tipo di pelle ne trarrà un reale beneficio, in particolare quelle secche e delicate. Molto consigliato in caso di psoriasi, forfora, eczemi e allergie. L’alloro distende la pelle e ne apre i pori, e fa di questo sapone anche un’ottima schiuma da barba in particolare per persone dalla pelle delicata. Inoltre un pezzo di questo prezioso sapone ha una virtù quasi sconosciuta o dimenticata in Occidente: è un antitarme dall’efficacia indiscussa. Gli abitanti di Aleppo ne tengono un panetto nell’armadio per allontanare tarme e camole.

Scegliete solo Saponi d’Aleppo originali, i cui ingredienti siano solamente: Olea Europea – Laurus Nobilis – Sodium Hidroxide – Aqua e la cui ‘originalità’ sia attestata grazie a un timbro impresso direttamente sul sapone, da parte dello stato Siriano. L’artigianalità è anche facilmente deducibile dall’aspetto del sapone stesso: si presenta infatti come un panetto cubico, di forma non precisamente squadrata, sul quale di solito è scritto il nome del fabbricante e la qualità del sapone. Esteriormente si presenta color marrone a causa dell’ossidazione dell’olio di oliva, ma se si taglia si scopre una sezione dal bellissimo colore verde oliva.

L’assenza di coloranti, di profumi di sintesi e di additivi chimici è la miglior garanzia contro le allergie o altre aggressioni che potrebbe subire la pelle con l’uso di un sapone industriale.

Un prodotto artigianale dunque, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e il cui metodo di lavorazione è arrivato inalterato fino a noi, svelandoci uno dei segreti di bellezza d’Oriente.

p.s la foto mostra il mio sapone d’Aleppo tagliato a metà, rendendo visibile il cuore verde oliva.

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Il mio interesse per una cosmesi naturale ed ecologica ormai non è un mistero per nessuno..e oggi voglio parlare di un libro che Nicola mi ha regalato a dicembre e che mi ha letteralmente conquistata.

Il libro in questione è: Cosmesi Naturale pratica- di Francesca Marotta (Nuovi Equilibri, collana Libri di Gaia, editore_ 2007, 177p.- 10euro)

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Questo manuale insegna a farsi in casa shampoo, sali da bagno, creme per il corpo e maschere per il viso. Con ingredienti sani, semplici da reperire, dalle virtù nascoste. Le ricette sono efficaci, sperimentate e pratiche. Concentrate, e quindi leggere, poco voluminose, anche facili da portare in viaggio o fuori casa, facilmente conservabili grazie all’uso di antimicrobici naturali come olii essenziali o di strumenti comuni come il frigorifero.” (da ibs.it )

Il libro, composto da:

un’introduzione,

da una parte ‘La cosmesi‘ in cui viene spiegato in modo chiaro la struttura e la funzione della pelle,il modo per pulirla senza fare danni, cosa c’è nei prodotti cosmetici che compriamo e parla della scelta di farli in casa.

La terza parte ‘L’alimentazione‘ spiega invece cosa mangiare per sentirsi bene e, come duplice effetto, per aiutare la pelle a stare meglio

E infine, l’ultima parte in cui ci sono tante ‘ricette‘ , sia cosmetiche che culinarie.

Il libro, che io consulto spesso, è denso di ricette, spiegazioni, spunti interessanti e dritte.. e io lo trovo davvero completo e ben fatto!

Tra l’altro per chi volesse leggerlo, ma non se la sente di comprarlo, è scaricabile in pdf gratuitamente da qui.. grandioso, vero? Io l’ho scaricato..me lo sono spulciato tutto e ho deciso di comprarlo (anzi, di farmelo regalare :D)per leggerlo più agevolmente, visto il costo contenuto.

La curcuma o turmeric, come viene chiamata dagli inglesi e dagli indiani, è una spezia gialla che si ricava dalla radice della pianta omonima: Curcuma longa (e altre varietà), della famiglia delle Zingiberaceae, la stessa dello zenzero.

Il primo produttore della curcuma è l’India, seguita dalla Cina, Indonesia e Costa Rica. Alle Hawaii , dove è chiamata “holena” la curcuma è alla base di tutta la medicina tradizionale, e anche in India è utilizzata da secoli nella medicina Ayurvedica, per le sue proprietà preventive e terapeutiche, sopratutto come cicatrizzante e antinfiammatorio.

Recentemente diversi studiosi hanno accertato le notevoli proprietà antiossidanti e sopratutto legate alla prevenzione di malattie degenerative e tumorali. [uno degli articoli scientifici pubblicato in merito è stato “Potential anticancer activity of turmeric (Curcuma longa)” di RAMADASAN KUTTAN ; BHANUMATHY P. ; NIRMALA K. ; GEORGE M. C (Elsevier, 1985, vol. 29, no2, pp. 197-202 )].

Nel 1996 la curcuma è stata oggetto di un tentativo di “biopirateria“: due ricercatori indiani presso un’università statunitense, dopo aver ideato un farmaco il cui principio attivo era proprio la spezia gialla, ne hanno chiesto e ottenuto il brevetto. L’azione legale intrapresa dal Consiglio Indiano per la Ricerca Scientifica, ha però portato l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ad ammettere che le qualità della curcuma sono una scoperta indiana e quindi non brevettabili, decretando così la revoca del brevetto. Una vittoria questa, che ha reso poco appetibile la curcuma agli occhi dell’industria farmaceutica e che spiega come mai le eccezionali virtù di questa radice, ormai ampiamente confermate anche dalla scienza moderna, non siano ancora diventate un vero e proprio ‘tormentone salutista del momento’. (da Life Gate ).

La curcumina è il principale componente biologicamente attivo del turmeric (formula bruta C21H20O6, conosciuta anche come diferuloilmetano) che viene usata anche come colorante alimentare e negli ingredienti secondo la codifica dell’Unione Europea è identificato come E 100. La curcumina si estrae con solvente dal rizoma della pianta Curcuma longa, seguita da purificazione per cristallizzazione.

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Oltre 600 studi (la maggior parte pubblicata negli ultimi 4 anni) confermano dunque le notevoli proprietà anticancerogene, antinfiammatorie e antiossidanti della Curcumina; ed è recente inoltre l’interesse per il suo potenziale neuroprotettivo.. ma quali sono gli usi che possiamo fare noi della curcuma, per beneficiare di tutte le sue proprietà?

Sicuramente il primo pensiero va alla cucina indiana e ai suoi piatti deliziosamente speziati dai sapori intensi, ma possiamo farne un uso anche cosmetico.

vediamo dunque una semplice ricetta per preparare un OLEOLITO DI CURCUMA

Ingredienti per circa 1/2 litro di oleolito:

-1/2 litro di olio di sesamo spremuto a freddo

-3 cucchiai di curcuma in polvere

1.versate l’olio in un barattolo con coperchio ermetico e mescolatevi la curcuma

2.chiudete e lasciate a macerare per una settimana, agitando il barattolo 1 volta al giorno

3. l’ottavo giorno non agitate il barattolo e travasate l’olio in una bottiglia di vetro scuro, avendo cura di non smuovere la curcuma che si sarà depositata sul fondo.

come si usa : è la base perfetta per creme, detergenti e cosmetici in generale, essedo dotata di proprietà antirughe, ha un’azione antiforfora, inoltre protegge dagli effetti nocivi delle radiazioni solari e riequilibra la microflora. (tratto dal libro di Francesca Marotta: Cosmesi Naturale Pratica- i libri di Gaia editore )

(N.B: oleolito: soluzione in cui l’olio è il solvente dei principi attivi della pianta officinale usata per la preparazione)

Visto che adoro la cucina indiana ho deciso di chiudere questo post con una ricetta culinaria indiana che usa, appunto, la curcuma, e che proverò di sicuro al più presto, dato che ho comprato una confezione di curcuma qualche giorno fa. 🙂

PATATE STUFATE ALL’INDIANA :

  • 500gr di patate novelle
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 2 peperoncini secchi
  • 1 cipolla tagliata a fettine sottili
  • 2 cucchiai di ghee (il burro chiarificato alla base delle ricette indiane, se non l’avete usate il burro normale)
  • 2 cucchiaini di curry
  • 1 cucchiaino di semi di senape
  • 1/2 cucchiaino di curcuma
  • 15gr di farina di cocco
  • sale

Lavate le patate e tagliatele a pezzettoni. Tostate il cumino e i peperoncini in una padella, quindi unite la cipolla e mezzo cucchiaio di ghee e fate insaporire per un minuto scarso a fuoco vivace.
Trasferite il tutto in un mixer con 2 cucchiai scarsi di acqua e tritate fino ad ottenere una pasta. Fate fondere il ghee rimasto in una padella e tostate il curry con i semi di senape per pochi secondi prima di aggiungere la pasta di spezie, le patate, la curcuma, il cocco e altri 3 cucchiai di acqua.
Salate, coprite la padella e fate cuocere a fuoco basso per una quindicina di minuti o fino a quando le patate saranno tenere (se è il caso riaggiungete un po’ d’acqua). Servite caldissimo. (presa da qui )


Allora parliamo delle alternative.

Insospettabili prodotti eco-bio possono nascondersi anche negli scaffali del supermercato..tutto sta a prendere un po’ di confidenza con l’inci e col biodizionario.. alla fine ricordarsi una breve lista degli ingredienti ‘assolutamente NO’ (a due pallini rossi) non è impossibile…e fare una buona scelta non sarà quindi così difficile.

Se invece vogliamo affidarci a marche certificate e sicure si possono scegliere i prodotti di marche note nel settore: Fitocose, Lavera, Tea natura, Bioearth, Bjobj…solo per citarne alcune.
Questi prodotti spesso hanno la certificazione AIAB per gli ingredienti coltivati in modo biologico, e quella ICEA per l’etica e l’ambiente, e sono esenti da coloranti, petrolati, Peg, parabeni ecc. tutte le sostanze insomma che non fanno bene a noi ..e nemmeno all’ambiente.

Vero e proprio faro per chi si avvicina a questo mondo sono il sito saicosatispalmi.org e il gemello commerciale saicosatispalmi.com ,ovvero, come farsi belli senza distruggere il pianeta :D, creati da Barbara Righini. Nel primo sito si può trovare di tutto, un forum dove chiarire i propri dubbi, una serie di articoli su cosa fa male alla nostra pelle e perchè, le ricette per i cosmetici fai da te, dritte e consigli personalizzati su cosa scegliere per la propria pelle.. io ci capito spesso e ho sempre trovato persone competenti e disponibili, che sono scettiche e razionali come piace a me e sopratutto competenti in fatto di chimica, cosa non da sottovalutare affatto.

In saicosatispalmi.com invece si possono comprare i prodotti delle marche che ho citato prima. Tutti gli inci sono riportati in modo chiaro e trasparente accanto alla foto del prodotto…e spesso ci sono anche le testimonianze di chi li ha usati.
Che dire? Sono prodotti di qualità che non hanno nulla da invidiare a quelli comprati in profumeria e hanno prezzi assolutamente concorrenziali, cosa da tener d’occhio!!

Personalmente ho già fatto tre ordini..e mi sono trovata benissimo..Barbara è davvero affidabile e i prodotti arrivano a casa velocissimi..l’ultimo ordine in 2 giorni ce l’avevo 😉 Non farei tanta pubblicità se non ne fossi realmente entusiasta 😀

Infine come non citare il forum di Promiseland ?Oltre ad esserci molti forum interessanti, ce ne sono due che riguardano proprio l’argomento cosmesi: cosmetici e prodotti biodegradabili (di Fabrizio Zago) e piante medicinali: proprietà e utilizzo (di Marco Valussi), interessantissimi luoghi di discussione, dove è possibile dipanare i propri dubbi in materia.

Voglio concludere questo post con un frase che mi è sempre piaciuta molto, di Andrea De Carlo, scritta nel libro ‘due di due’ : “esistono infinite possibilità che corrono parallele a questa, sparse per tutto il mondo, se solo ne abbiamo voglia.” , perchè la trovo calzante in tema di possibilità, di scelte..di cambiamenti 🙂

Se vi dicessi che nella crema che vi spalmate addosso, quasi sicuramente c’è un derivato del petrolio…che mi rispondereste? Io ho fatto un sobbalzo sulla sedia quando l’ho scoperto..e da allora ho cambiato il mio beauty-case.

Cominciamo dall’inizio..perchè questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore..

Un giorno mi è venuto il pallino di vedere cosa conteneva la mia crema per il viso..perchè lasciava la mia pelle particolarmente irritabile.. guardando gli ingredienti (l’INCI) non ci ho capito ovviamente nulla…e così mi sono addentrata su google a cercare delle info che mi facessero capire un po’ meglio..quasi subito mi sono imbattuta in un sito: www.biodizionario.it , un vero e proprio dizionario dei componenti delle nostre amate creme; accanto al nome dell’ingrediente c’è un pallino: verde, giallo o rosso, che ne indica la pericolosità . In base a cosa vengono attribuiti i pallini? L’ideatore del biodizionario è Fabrizio Zago, chimico industriale, consulente Ecolabel, i suoi criteri per attribuire i pallini rossi (o verdi) si basano sia su un concetto ecologico, sia sul concetto di pericolosità per la nostra pelle. Inoltre non sono graditi derivati di origine animale e di piante che rischiano l’estinzione (a meno che non vengano coltivate appositamente).

A questo punto di cosa mi sono accorta? Che le mie creme erano piene di schifezze..sostanze di origine petrolifera, conservanti dannosi per l’ambiente..siliconi..e chi più ne ha più ne metta..uno sfacelo insomma..anche per le creme che si professavano di origine vegetale!! Qualche esempio? Provate a leggere l’inci della comunissima nivea: paraffina..O_o

Altra scoperta che non sapevo: in una crema gli ingredienti sono disposti in ordine di abbondanza..ovvero: se la crema si professa a base di, che ne so, rosa canina per esempio, l’ingrediente in latino ‘rosa canina’ deve essere in posizione abbastanza alta nell’elenco degli ingredienti…se è in fondo vuol dire che di rosa canina, la crema ha ben poco..

Naturalmente affine a questioni di tipo ambientale, e schifata dall’ormai troppo comune motto ‘tanto fa tutto male’…non ho potuto rimanere indifferente ad una simile scoperta e ho cambiato i miei prodotti di cui facevo uso.

Imparando a leggere e a capire gli inci delle creme ho scoperto inoltre che i prodotti più costosi di profumeria non erano poi così diversi, in termini di composizione, da quelli del supermercato, molto più economici (potere del marketing!) e che oltretutto esistono in commercio delle valide alternative, completamente eco-bio.

Ma allora perchè, viene da chiedersi, se esistono delle alternative eco-bio le creme più comuni non ne fanno uso? Un esempio su tutti: gli ingredienti siliconati e petroliferi, hanno il potere di donare una sensazione vellutata alla nostra pelle, e costano pochissimo. Dico sensazione non a caso, poichè è una sensazione appunto, non un effetto reale, effimero perchè in realtà questi ingredienti non sono in grado di penetrare negli strati più profondi della nostra pelle e di nutrirla, come invece promettono di fare in tutte le pubblicità. Benefici effimeri e costi bassi; inoltre tali sostanze danneggiamo gravemente l’ambiente, riversandosi nei fiumi, non riuscendo a degradarsi, ed essendo inoltre sostanze (i derivati del petrolio) non rinnovabili..la cui logica non ha quindi futuro.

Insomma, cambiare si può.. le alternative le fornirò nel prossimo articolo, in questo c’è già molto su cui riflettere..

 


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