Murex’s Weblog

Dolcificanti: sono tutti uguali?

Posted on: gennaio 8, 2008

Dopo le feste si sente il bisogno di regolarsi un po’ con il cibo e con gli zuccheri, dati gli stravizi dei giorni trascorsi..così avevo pensato di tornare a comprare uno zucchero di canna integrale, (quelli del Mercato Equo&Solidale per intenderci,quello della foto) che avevo già provato in passato e che non mi dispiaceva affatto.

zucchero_integrale_dulcita.jpg

Ero convinta che oltre ad essere più genuino, perchè non raffinato e non sbiancato, fosse anche molto meno calorico. Così mi sono fatta una ricerchina in rete e ho scoperto, nell’ordine:

  • che 100g di zucchero di canna integrale hanno 356 calorie, contro le 392 di 100g del tradizionale saccarosio,[io pensavo che il divario fosse maggiore, sinceramente]

ma sopratutto…

  • che lo zucchero tradizionale raffinato è molto più dannoso di quello integrale di canna! E non solo perchè è raffinato e sbiancato [come già intuivo], ma perchè lo zucchero raffinato sotto il profilo nutrizionale è alquanto scadente : apporta all’organismo solo carboidrati puri (sotto forma di saccarosio), mancando totalmente di vitamine e minerali che ne agevolerebbero l’assunzione, in termini di metabolismo, da parte dell’organismo. La carenza di queste sostanze preziose è imputata ai processi di lavorazione che subisce lo zucchero raffinato (sia che provenga da barbabietola, che da canna da zucchero), si parla dunque di ‘calorie vuote’ , perchè c’è un apporto calorico, senza sostanze nutrienti.

Diversi studi (per esempio qui ) convengono sul fatto che gli zuccheri industriali, “chimicamente puri”, per la loro decomposizione necessitano delle stesse vitamine e sostanze minerali di tutti gli zuccheri di frutta e amidi naturali, ma questi ultimi contemporaneamente li forniscono, mentre gli altri non apportandone, ne privano il corpo, impoverendolo da un lato e disorientando le sue funzioni dall’altro.”

Dunque, per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco, sottrae al nostro corpo vitamine e sali minerali ( in particolare calcio e cromo) e anche vitamina B.

Sono rimasta basita da quello che ho letto, veramente. E sono sempre più convinta dell’acquisto dello zucchero integrale di canna, ma stavolta di certo non per le calorie, che sono passate in secondo piano.


A questo punto vorrei fare una carrellata dei principali dolcificanti presenti in natura:

Zucchero raffinato: dei suoi non trascurabili effetti negativi ne abbiamo appena parlato, ricordiamo solo che è comunemente usato perchè insapore, o meglio, senza particolare aroma, il che lo rende adatto a tutti gli usi.

Zucchero di canna integrale: è ricavato dalla spremitura delle canne da zucchero senza raffinazione e sbiancamento. Così trattiene molti principi nutritivi come il ferro, calcio, potassio, magnesio, e vitamine. Il suo colore va dal giallo al marrone. Il suo sapore è aromatico e ha spesso un retrogusto di liquirizia, che personalmente a primo assaggio non ho apprezzato..ma che poi, come tutti i sapori autentici e non ‘chimici’ mi ha conquistato per la sua ‘verità’.

Miele: il miele come dolcificante è usato fin dall’antichità. Ha un sapore molto particolare che alcuni apprezzano, altri odiano.. a causa proprio del suo gusto caratteristico si può prestare per alcuni usi (alcuni dolci per esempio), ma non per altri (meglio non metterlo nella tazzina per dolcificare il caffè :D) e può coprire alcuni sapori. Un miele di buona qualità è un alimento molto valido dal punto di vista tradizionale, ma ha un alto contenuto zuccherino, quindi va consumato con le dovute attenzioni. (304 calorie per 100g di miele)

Sciroppo d’acero: è il succo che si estrae dalla linfa dell’acero , ed è un tipico prodotto Canadese, tanto che la sua foglia compare anche nella loro biandiera. Per ogni 40 litri di linfa si ottiene in media un solo litro di sciroppo. Lo sciroppo deriva dal processo di concentrazione della linfa, che si effettua in costruzioni ad hoc chiamate sugarshacks o cabanes à sucre; può essere classificato in base al grado di raffinazione (per esempio dal più al meno raffinato: fancy, grade A, grade B). È il dolcificante naturale meno calorico dopo la melassa (circa 250 calorie per 100g); ha un alto contenuto di sali minerali.

Melassa: è il liquido bruno che si separa dallo zucchero per centrifugazione.
Esistono due tipi di melassa: la melassa di canna, dalla cui fermentazione si ricava il rum e talvolta anche la vodka e la melassa di barbabietola, usata per produrre lievito di birra e parte integrante dei mangimi animali (per bovini, cavalli, ecc.). Si parla di melassa bianca quando ci si riferisce a quella ottenuta dalla prima estrazione (caratterizzata da un gusto più gradevole) mentre di melassa nera per quella di seconda estrazione (più pregiata).

La melassa, insieme a miele, sciroppo d’acero ed estratto di malto, è una delle alternative allo zucchero (si tratta di saccarosio). Apporta 235 cal ogni 100 g, ed ha una discreta concentrazione di sali minerali (calcio, magnesio e ferro) e di vitamine (gruppo B, PP).

Stevia :la Stevia Rebaudiana è una pianta originaria del Sudamerica, apprezzata e usata da secoli dalle popolazioni indigene per il suo gusto dolce. Le sue foglie che hanno infatti un potere dolcificante quaranta volte superiore a quello dello zucchero. La Stevioside estratta dalla pianta è, a sua volta, trecento volte più dolcificante! La Stevia è attualmente utilizzata come edulcorante in Giappone, in America latina, in Cina, e come complemento alimentare negli Stati Uniti ma è… proibita in Europa, per questo sono proibite la commercializzazione dei suoi derivati, quindi l’unica opzione possibile è acquistare la pianta stessa presso un vivaio e ricavarne da sé l’estratto, liquido o in polvere , si può usare anche direttamente, spezzettando le foglie o polverizzandole. Non ha calorie e può essere usata anche dai diabetici!! (wikipedia e disinformazione.it )

Maltosio e Sciroppo di mais: sono gli zuccheri che si ricavano dai cereali, grazie al loro contenuto di amido che può essere convertito a zucchero tramite opportuni enzimi o grazie a dei trattamenti (come la bollitura). Il loro potere dolcificante è inferiore allo zucchero, ma spesso trovano un impiego in bibite gassate e dolci confezionati.

Esistono anche dolcificanti di sintesi, artificiali, magari ne parlerò un’altra volta.

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3 Risposte to "Dolcificanti: sono tutti uguali?"

bene!
d’ora in poi mi sa che vedrò solo zucchero di canna in giro :D:D
interessanti ste considerazioni! 😉

multinazionali di merda!!!!

[…] sabbia, con quel vago sentore di liquirizia… Io mi fermo qui con le spiegazioni, ma vi linko un articolo di Murex che è molto esplicativo a tale proposito (nonchè la mia fonte di conoscenza sull’argmento, […]

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